Massimiliano

Massimiliano

sabato 5 novembre 2011

Memorie di un clown

- Gap futuristico-spread, bund!-Gap futuristico-B-T-P!
 Governo turistico-smash, gulp!-I(r)responsabili, l'UDC!
-Capo, per favore...
-Eh? Ah si..scrivi, Gianni. "Memorie di un clown. Sottotitolo: mettiamo lo zucchero sulle ferite. Non guariscono, ma almeno sono più buone da leccare"
 Hai scritto? Bene. Continua. Questo non è il racconto cronologico delle mie IMPRESE...imprese, hai capito il doppio senso? Ah Ah! Prooot (peto)
-Va bene poi?
-Aspetta che ci penso su un pochino. Ahw ahw ahw! Ti ricordi quando facemmo ministro Ferrara?...Non il calciatore..quello lì grosso, dai...vedessi le facce, che risate...
.. Ma lo sai che Rosy Bund è uguale uguale alla tedesca, lì, la cu**na inc***bile? Rosy Bund, l'hai capita la battuta?
-Non divaghiamo, per favore.
-Come? Ah...groooooooooo (rutto sulla melodia di " 'O sole mio") Ah si.. E poi dissi a quello là: "Kapò!" Marò che risate ragazzi, le gite sono la cosa più divertente! Pensa che una volta ad un Summit ho fatto le corna a uno nella foto!
- Me lo ricordo, capo. Tutti se lo ricordano.
-Eh, ma questi ingrati se ne vanno, uno dopo l'altro. Quanto ci siamo divertiti...E si che devono tutto a me...ma ora quando mi danno la parola canto una canzone e tutto passa.
-Le memorie, capo!
-Ah già. Dunque vediamo. prat prat (scorreggia con le ascelle). Ah si, una volta ho costretto tutti a dire che quella là era nipote del Presidente Egiziano, pensa che non è neanche egiziana lei... quella volta lì mi guardavano male, però, me ne sono accorto-andiamo avanti che è meglio...
-Ok. Sai, per stemperare i momenti difficili nei summit una barzelletta ci sta sempre bene. La sai questa? Dunque, c'è un francese, un negro e una bagascia..
-La so e non fa ridere
-Ah no? Pensa che l'ho detta alla Conferenza del mediterraneo. Era pieno di africani, così (accrocchia le dita). Le facce che facevano..
Ah, senti questa allora: c'è Berlusconi che cade da un grattacielo. Fa: AAAAAAAAAHHHHHH!!. Mentre cade, al decimo piano vede una donna che si spoglia dalla finestra. Allora grida:
-OOOOOOOHHH! So anche questa, capo. Te l'ha detta il Presidente  russo.
-Si, la raccontano là. Bellina, eh? Sono troppo il migliore, io. Dicevano che con Bettino c'erano nani e ballerine, ma solo IO li ho fatti tutti Ministri, cibbio!
Senti un po'...a che ora c'è la cena stasera?
-Mi pare alle 21, ma non mi inviti mai...
-Per forza, con te diventa un funerale...ritmo ci vuole, Gianni, ottimismo! L'ottimismo è..
-Il sale della vita. Questa non è neanche tua
-Vabbè e io me la compro, chissenefrega! Tanto ho un sacco di soldi, io! Sono invincibile! Però, sai, mi sono stufato di spendere per questa gente che mi prende un sacco di soldi per leccarmi il sedere. Anzi, sai che ti dico? Da questo momento non do' più niente a nessuno, la festa è finita!
Hai scritto Gianni? Gianni.....? Gianni, ma dove sei finito??

sabato 30 luglio 2011

un'amica per l'estate

Ore 11. Una bambina è sui gonfiabili. L'altra tranquilla sul passeggino. Mi siedo. Il tavolino di plastica alla mia sinistra offre una ghiotta scelta tra "PIUPERMENOMENO", "GRANDEOTELMA" e altre amene riviste di gossip, fotografia, pesca, elettronica e pesca elettronica, arredamenento, cani, gatti, cavalli, bricolage, decoupage, vintage e tutto quello che vi può venire in mente. Roba che non pensavo neanche pubblicasssero, vi giuro. L'estate è anche questo, d'altra parte. Ne prendo una a caso, dove in copertina c'è uno strillo sulla drammatica dipartita del cagnolino di quella lì, la giurata di "BALLACHETIPASSA". La rimetto giù, non ce la posso fare. Poso lo sguardo su qualcosa che si muove presso il mio ginocchio ed eccola, LA ZANZARA TIGRE. Bellissima con le sue strisce colorate. Manco fossimo in Costarica, garrula ed indifferente si apposta col suo corpo ingobbito in attesa di qualcosa da pizzicare, magari una bambina piccola dolce e grassottella, la mia! A quando le vedove nere e i tapiri ( non quelli d'oro, che purtroppo ci sono già)?
Guardo la tv nel silenzio della sera, il sonno ha vinto sulla resistenza delle piccole di casa, adorabili ma impegantive ed ecco la cugina di quella di prima, LA ZANZARA PARLAMENTARE. Plana nei pressi del mio orecchio, lo so che lo fa apposta, prima del pasto ama sfottere... La zanzara è un'amica fedele, grazie alla varietà delle specie ci tiene compagnia a qualsiasi ora e, soprattutto, veglia sui nostri sogni. E' la globalizzazione, bellezza!
E' un essere inutile (insorgano pure i biologi, me ne frego), ci trapana le orecchie quasi ogni sera, succhia il nostro sangue, nessuno la vuole, anzi la odiamo con forza, insomma è una PARLAMENTARE, appunto. E' veloce, l'infingarda e approfitta di essere pressocchè invisibile, attacca e fugge, aspettando che mi addormenti. Gli attacchi si intensificano in camera da letto, quando la luce si spegne, cosicchè dopo una breve lotta mi arrendo alle sue tecniche di guerriglia e mi addormento.
I rimedi contro le zanzare, poi, sono spesso peggiori del male che vogliono evitare: una puzza che non ti dico, qualsiasi rimedio proviate. Hai voglia di "aerare il locale", darti Chanel o Iean Paul Gautier, la citronella e il "Vapen-siero" hanno una puzza più persistente del micidiale percolato della munnezza. Non parliamo poi di quei cosi a onde magnetiche, ma a voi funzionano? Secondo me sono come quei braccialetti, quelli di rame, ma ce ne sono anche di magnetici, a cui tanti attribuiscono virtù che onestamente non posssono avere. Infine i rimedi integrali, gli unici efficaci e senza controindicazioni: una bella rete sui letti dei piccoli e quegli apparecchi infernali, tipo neon, che le attirano e le fulminano implacabilmente, ma, a meno di avere essere un bimbo di 2 anni o vivere in giardino, tali rimedi restano inutili. E allora speriamo solo che al mare non ce ne siano. Buone vacanze!

venerdì 29 aprile 2011

UILL E CHEIT

Esco. Prova generale del concerto diretto da Mehta, aperta alle scuole, alle ore 10.30. La partecipazione del Coro stavolta si limita a pochi minuti. Poco dopo le 11 torno a casa. La tv è accesa, si vede questa magnifica chiesa, sta per succedere qualcosa. Ri-esco, ho un appuntamento. Faccio benzina, vado in banca, pago l'assicurazione. Torno a casa. C'è sempre la stessa inquadratura della chiesa, il luogo dove anche Diana si era sposata, ovviamente. Anzi no.. Mah! D'altra parte, LUI è il figlio di Diana. Parlano di non so cosa a proposito del cerimoniale. Si sta facendo tardi, è quasi l'una. Compro qualcosa, torno, "avvio la cucina". Maccome! Si sposano all'una? Ah già, c'è il fuso orario... E' il matrimonio del secolo (vabbè, siamo solo all'anno 11...)
Metto la pentola sul fuoco. La Regina indossa un abito giallo, i buucmechers gongolano,  lo davano a due. il colore dell'abito dico...Segue minuziosa descrizione dell'abito della sposa. Sbatto le uova per una frittata, intanto lo sposo in uniforme accompagna la sua colombella sulla carrozza. La stessa che usò Diana. Mah! Dovesse piovere, la carrozza resterà scoperta ugualmente. La folla è festante. Metto la frittata in padella. La rigiro. Per strada tutti indossano qualcosa di azzurro, in omaggio alla Casa Reale. Mah! Metto in tavola. Cucchiaiata di minestra. La Regina, notoriamente più realista del Re, ha preteso che in caso di divorzio i figli restino col padre(!!). Ecco, mi è andato quasi il boccone di traverso. comincio la frittata. La sposa è radiosa, dicono che abbia fatto un trattamento a base di ossigeno (Boh?) per essere più splendente. tutte cose molto interessanti, non c'è che dire. quasi rimpiango che oggi non ci sia Studio aperto. Titoli di coda, gli sposi entrano in bacchingampalas e ne vengono come inghiottiti.
Ora la parola passa ai semini e egli ovetti. Auguri!

martedì 19 aprile 2011

QUALCHE DIO memorie dal Giappone prima parte

Salve a tutti . Qui pubblico la prima parte del mio diario del viaggio in Giappone nella sua prima versione, prima della sua pubblicazione su "La Nazione".
A volte mi capita di pensare che la mia vita sia sempre uguale. Un’ occasione per rendermi conto che tante cose invece cambiano sono questi viaggi in Giappone.
Dal 1996, infatti, una volta ogni cinque anni andiamo a Tokyo per rappresentare l’Opera italiana, amatissima dal pubblico giapponese. Tutte le recite delle Opere di Verdi e Puccini che andremo a rappresentare sono sold out da mesi a prezzi altissimi.
Come dicevo queste occasioni sono un’istantanea della mia vita, che mi mostrano cosa è cambiato nel tempo trascorso tra un viaggio e l’altro.
Il mio primo viaggio lo affronto poco dopo il mio arrivo a Firenze, fresco vincitore di concorso nel Coro del Maggio Musicale. Sono single e conosco poco i colleghi, ma l’ambiente mi appare subito accogliente. La trasferta è l’occasione per conoscere di più l’ambiente e per maturare l’amore per quel paese meraviglioso che è il Giappone. Dal punto di vista artistico è un trionfo del Maestro Mehta e di tutto il Teatro fiorentino, che ci dà tante emozioni ed apre la strada ad una lunga collaborazione.
Nel 2001 parto insieme alla donna della mia vita, conosciuta nel frattempo e la guido nei percorsi intrapresi con gli amici cinque anni prima. Un viaggio bellissimo, che prelude ad un matrimonio felice. Riguardo al lavoro, ancora una volta il successo arride alle nostre rappresentazioni, aggiungendo soddisfazione a gioia.
Nel 2006 lascio a casa con un pizzico di malinconia la mia donna, con la nostra bambina di 2 anni e parto, con la serenità di chi ritrova una casa lontana, dove ogni tanto ha voglia di passare.
Sto divagando, lo so, ma credo che sarebbe difficile capire cos’è il Giappone per me e per tutti noi, senza questa premessa.
Marzo 2011, dunque si parte. Nel frattempo le bambine sono passate a due, la seconda ha solo un anno; anche stavolta devo partire da solo.
8 marzo.
Alle 9 di mattina giungiamo all’aeroporto Narita di Tokyo per essere poi trasferiti in pullman al solito hotel. Il problema è sempre quello: restare svegli fino a sera, con un sonno micidiale. Tra la stanchezza del viaggio e il jet lag, è davvero difficile tenere gli occhi aperti.
Per vincere il sonno decido, con un piccolo gruppo di amici, di visitare i giardini del palazzo imperiale. L’allegria è tanta, alcuni di noi visitano il Giappone per la prima volta. Siamo lieti di far loro da Ciceroni. Durante la visita incontriamo un biologo, esperto della flora locale, che ci dedica tutta la mattinata, prodigandosi in spiegazioni approfondite e donandoci simpatia e calore umano. Le spiegazioni sono in inglese, ma uno di noi è fidanzato con una ragazza giapponese (la quale per uno strano caso è rimasta in Italia), parla un po’ di giapponese ed agevola la comunicazione.
Sempre per restare svegli trascorriamo la serata a Shibuya, quartiere giovane e chiassoso, tuffandoci tra le sue luci colorate alla ricerca di un buon ristorante